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Euroconcrete.it
Lettura commentata Norme Tecniche per le Costruzioni - Capitoli 1 e 2

Lun

20

Lug

2009

A beneficio di tutti i progettisti e degli operatori del settore delle costruzioni, Euroconcrete.it inaugura oggi una nuova rubrica multimediale: nella nostra sezione "Letture Concrete" il prof. F Biasioli e i suoi collaboratori leggeranno per noi, capitolo per capitolo, le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni. La lettura critica e commentata del testo è pubblicata da Euroconcrete.it attraverso il nuovo canale Euroconcrete Channel su Youtube.

La lettura di oggi, suddivisa in 4 video di circa 10 min cadauno, è dedicata ai Capitoli 1 e 2 delle NTC.

E' disponibile anche la registrazione completa (36 min) della lettura originale in alta risoluzione, accessibile a tutti i nostri utenti registrati attraverso l'area download "Registrazione corsi online - DEMO": Lettura e commento Norme Tecniche 2008 - Cap 1-2

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Zonazione Piemontese: differimento dei termini
Venerdì 12 Marzo 2010 18:05
Con la Deliberazione della Giunta Regionale 1 marzo 2010, n. 28-13422 la Regione Piemonte cambia alcune partisostanziali della precedente DGR. in particolare sono state recepite le varie eccezioni e "preoccupazioni" espresse dalla Categoria dei tecnici che si sarebbero trovati ad affrontare le richieste della DGR n. 11-13058. Tra le novità:
- il termine di 120 giorni per l'adeguamento sismico delle strutture in fase di costruzione è stato portato a 365 giorni;
- la zonazione sismica entra subito in vigore, con conseguente obbligo di presentazione di tutte le pratiche in accordo conla vigente normativa, in particolare per quellezone passate da 4 a 3 risulta d'obbligo la presentazione con il calcolo sismico delle strutture secondo il DM 14 gennaio 2008.
Tutte le informazioni a questo link.
 
Pubblicata la nuova zonazione sismica piemontese
Venerdì 19 Febbraio 2010 17:59
La nuova zonazione sismica della regione Piemonte è stata pubblicata sul Bollettino n° 07 del 18 febbraio 2010. Quanto contenuto diverrà cogente a partire da venerdì 18 giugno 2010. Grandi novità per i tecnici piemontesi che vedono diventare obbligatoria la verifica sismica di qualunque struttura, anche in zona 4. Ampie zone dell'hinterland torinese sono entrate a farparte della zona sismica 3 e tale cambiamento prevede "l’obbligo di attestazione, mediante apposita dichiarazione asseverata di professionista abilitato, dell’adeguatezza degli elaborati tecnico-progettuali depositati e dell’idoneità della parte già legittimamente realizzata a resistere all’azione delle possibili azioni sismiche in zona 3, da allegare alla documentazione in precedenza depositata entro 15 giorni dall’entrata in vigore della  D.G.R.". La nuova norma si scarica dal sito della Regione Piemonte, a questo indirizzo.
 
Corso progetto strutture cls in zona sismica - Torino, nov-dic 2010

Gio

21

Ott

2010

Corso progettazione sismica strutture cls a TorinoMartedì 23 novembre alle h 18.00 avrà inizio a Torino, presso l'Istituto Cabrini in via degli Artisti 4, il corso di aggiornamento professionale "Progettare edifici di calcestruzzo in zona sismica con il metodo degli Stati Limite" di F. Biasioli - C. Doimo.

Il corso, giunto ormai alla sua 38a edizione, viene nuovamente presentato a Torino dopo il successo della scorsa edizione, svoltasi a maggio e giugno a Villa Gualino.

La novità di questa edizione è che il corso si terrà interamente in orario serale, in una serie di otto incontri di quattro ore, dalle h 18.00 alle h 22.00.

Date lezioni: 23-25-30 novembre; 2-9-14-16-21 dicembre 2010.

La settima e ottava lezione sono interamente dedicate agli aspetti geotecnici della progettazione e saranno svolte dal prof. Biasioli in collaborazione con l'ing. F. Mansueto.

Il calendario completo del corso è visibile sul sito di  AREA72 Formazione. Il costo Sono disponibili 90 posti e l'iscrizione si può effettuare compilando il modulo di iscrizione online.

La quota d'iscrizione è pari a € 400 + IVA... e per chi si iscrive entro il 30/10 è previsto un OMAGGIO!
 
Scienziati o indovini?

Lun

28

Giu

2010

È giunta la notizia che vede indagati per omicidio colposo il Direttore del Centro Nazionale Terremoti, i componenti della Commissione Grandi Rischi e i dirigenti del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. La base di accusa che viene mossa è che non sia stato promulgato lo stato di allarme dopo la riunione tenuta a L’Aquila, sei giorni prima del terremoto di magnitudo momento 6.3 (MW = 6.3) che ha colpito la stessa città e le zone circostanti il 6 aprile 2009.

Ciò consegue alla leggenda metropolitana della fattibile predizione dei terremoti, che attualmente è impossibile per varie ragioni, prima fra tutte la mancanza di precursori certi dell’attività sismica che degenera in scossa violenta.

Posta la particolare situazione, risulta utile definire in maniera precisa ciò che tale “predizione” dovrebbe quantomeno contenere affinché sia possibile attuare un qualunque programma di protezione civile… in termini semplici si deve poter definire “dove, come, quando e quanto”.

1. Dove: individuazione della zona esatta: ossia individuazione circoscritta delle aree di territorio che possano essere assoggettate a un’azione sismica capace di provocare danni “pericolosi” per la popolazione e individuazione della popolazione interessata. In termini semplici… quali parti del territorio sono da evacuare con urgenza?

2. Come: ossia come essere sicuri che la popolazione evacuata non venga portata in posti più pericolosi? (si legga quanto riportato in una prima ipotesi di evacuazione della Città di Sulmona, in seguito alle avvisaglie del terremoto Abruzzese, sulla base delle quali si sarebbe dovuto portare la popolazione a L’Aquila…) ovvero, come preparo la fase di “emergenza programmata”?

3. Quando: ossia individuazione del ristretto intervallo di tempo all’interno del quale debba cadere l’evento sismico. Tempi superiori alla settimana non sono di aiuto… pensate di evacuare un paese per un mese e di far rientrare esattamente la sera prima dell’evento sismico…

4. Quanto: individuazione della grandezza esatta del terremoto: leggetela come vi pare, in termini di magnitudo, intensità o altro, ma è essenziale capire contro quale tipo di terremoto ci si debba muovere, anche in relazione alle possibili ripetizioni, allo sciame sismico conseguente, e via discorrendo… Ossia, quando finirà l’emergenza?

Tutto questo, sulla base di quali “segnali” e con quali preavvisi può essere posto in atto?

E poi, “al lupo, al lupo”… come reagirebbe la popolazione alla continua richiesta di evacuazione senza l’effettivo verificarsi di un evento sismico significativo?

 

Al di là di quanto sopra riportato, presentato come tema semplice ma essenziale in emergenza sismica, sarebbe più corretto cercare le ragioni della tragedia sismica ed i colpevoli della strage annunciata in chi, amministrazioni, progettisti, committenze e controllori, ha preferito evitare le verifiche sismiche e un attento controllo dei materiali (per gli edifici nuovi) omettere o rimandare l’adeguamento (per quelli esistenti) o concedere permessi di costruire o condoni e sanatorie (per gli edifici edificati in zone potenzialmente pericolose ).

Ritengo non sia pretestuoso ricordare che eventi sismici nella zona aquilana sono documentati fin dal 1315 (13 dicembre 1315) e si sono ripetutamente presentati anche nel corso dell’ultimo secolo, anche con vittime e danni evidenti. A ciò aggiungerei anche la presenza fin dal 1957 dell’indicazione delle faglie individuate nell’aquilano… e alla fine il dubbio rimane… Oltre all’identificazione delle aree a particolar rischio sismico nell’aquilano, alla zonazione sismica aggiornata nel 2008, prima nel 2006 e ancora prima nel 2004, con segnalazione della pericolosità fin dalla zonazione del 1915 (R.D. 573/1915), al di là degli eventi già occorsi documentati nel tempo… cosa altro serviva per chiarire che il territorio aquilano avrebbe forse dovuto essere progettato e controllato con maggior cautela e rispetto? e se anche alla fine si fosse riuscito a predire il terremoto, esiste la certezza che ciò avrebbe comportato minori vittime e danni più esigui?

La petizione a difesa di chi si è visto accusato di non aver predetto ciò che non era prevedibile è a questo indirizzo.

 
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